Crisi sulla Guerra Civile delle Terre Infinite – Capitolo 1 – Fiorillo: Master of Bisticciarsi

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                                            Fiorillo: Master of Bisticciarsi

Data la complicatezza della questione, fui molto indeciso sul da farsi, ci voleva qualcuno che avesse avuto a che fare sia con i Vendicatori che con la Lega (Nord) della Giustizia, ma che fosse anche sufficentemente saggio da guidare me e i due sacchettoni che mi accompagnavano. E nel Sud-Italia c’era un solo uomo che rispettava questi connotati, il mio maestro delle arti mazzate, il Sensei Fiorillo; discendente di un’antica stirpe di monnezzari salernitani, si recò sin da giovanissimo in Giapponia, dove divenne maestro delle più letali e bastarde tecniche di combattimento zingare. Il suo era uno stile unico che univa grazia, destrezza, e una buona dose di cazzimma tipica dei terroni. Tale stile fu dichiarato illegale dalla convenzione di Ginevra, dal buon costume, dal galateo, dal MOIGE, dal Vaticano, e da Hitler, che durante la Seconda Guerra Mondiale vietò il suo utilizzo sugli ebrei perchè troppo brutale. In più si dice che fu lui a convincere Superman e Batman a formare, durante la Golden Age, la prima formazione della Justice League of America, facendone quindi un membro fondatore (il tutto per fare viaggi gratis a spese del governo americano); e negli anni ’60, dopo aver battuto Loki in una gara a chi addrizzava più banane con il culo, radunò tutti i membri della prima formazione degli Avengers per pestare il dio dell’inganno (che non pagò il pegno della sconfitta nella succitata gara). Quindi si, se c’era qualcuno che poteva aiutarci, quello era proprio il Maestro Fiorillo.
Andammo quindi al “Puttana” noto locale in cui il Maestro era solito allietare le sue giornate tra una pacca sul culo e un barile di Vodka. L’insegna luminosa del luogo era inconfondibile: il nome del locale, scritto con neon viola, portava un enigmatico sottotitolo poco visibile. Il testo completo recitava “Il Puttana: In culo come al Mulo ;)”. La scritta poteva riferirsi sia alla posizione geografica del suddetto locale, situato in un vicoletto largo mezzo metro nei sobborghi di Salerno, che alle attività ludiche che offriva ai clienti paganti. Perchè se non pagate arriva il Maestro Fiorillo e vi prende a calci nel culo fino all’uscita, ché lui è cognato del proprietario. Una volta entrati, mi scappò un sorriso nel notare come la vera personalità dei due eroi che mi accompagnavano venisse fuori alla vista delle voluttuose fanciulle che sculettavano all’interno. Thor rimase impassibile. Nobile. Fiero. Inalterabile. Un vero ricchione a parer mio. Capitan Marvel rivelò invece la sua natura fanciullesca con un’erezione di mezzo metro. Notata la vistosa protuberanza che si faceva largo nella tuta aderente del Capitano, le ragazze del locale si avvinghiarono a lui e al dio del tuono, pregando loro di utilizzare rispettivamente “Il suo grosso Martello” e la sua “Resistenza di Achille”. Io intanto tenevo la candela, guardandoli con leggera invidia, ma anche con un po di perplessità: com’era possibile che quelle baldracche avessero capito subito chi erano quei due bestioni mentre io c’avevo messo mezz’ora per riconoscere Thor? Sospensione dell’incredulità, pensai. Mentre ero in procinto di ritrasformarli in un vecchio zoppo e in un moccioso con problemi di eiaculazione precoce, ecco che si avvicina Fefi, la figlia del proprietario. Tipa simpatica, tutto sommato guardabile, ma se la tirava manco ce l’avesse avuta solo lei in tutto il sistema solare. E chi ha visto “I Guardiani della Galassia” sa benissimo che non è così. Sta di fatto che il suo ghigno da serpe mi spinse ad interrompere il mio silenzio:
– Ciao Fefi, t’apposto? – Domandai con fare signorile.
– T’apposto ammò- rispose la vrenzola.
– Mica hai visto a F? –
– Ma chi? Zio Fiorillo? Sta sempre al tavolo in fondo con Svetlana… l’ha consumata a quella povera bucchina…
– E tu a me quann m’o fai nu bucchin?
– Weee!1! come sei volgare!!1- disse al fine di celare la sua attrattiva verso la mia signorile proposta. – Vatténn o sennò ti picchio… –
Le diedi una cordiale pacca sul deretano con un beffardo sorriso, lei sorrise a sua volta e andò a servire ai tavoli. Non persi di vista il mio obbiettivo, e mi diressi verso il tavolo dove sedeva il mio maestro. Lui intanto stava copulando selvaggiamente a testa in giù con Svetlana, la sua dama di compagnia preferita, la quale se ne andò giusto un attimo prima che arrivassi io, visibilmente dolorante nell’interno coscia. Il Maestro si accese un sigaro e, sicuro di se come al solito, mi lanciò un’occhiata da dietro gli occhiali da sole, dai quali non si semparava mai, manco per dormire o per fare la doccia; si dice che l’ultimo che provò a farglieli togliere adesso faccia lo stagista presso gli studi Merdaset, per dire. Mi inchinai rispettosamente, poi lui parlò: – We fresco! Che ti serv? Dill tutt’amme che t’vogli ben! – rincuorato dal verbo gli esposi il problema. Si grattò il petto villoso, esposto dalla camicia viola acceso sbottonata, in segno di riflessione, per poi eseguire il medesimo rituale sulla zona inguinale, protetta dai suoi jeans aderenti ma così aderenti che un osservatore attento sarebbe riuscito ad intravedere le ossa di chi li portava. Dopo il tedioso riassunto, il maestro, con la saggezza degli uomini forti, disse:
– Ho capit… Senti fresco, per il portone non t’preoccupar ché ci pens’io, a quest proposit… l’hai lasciat apert? Quelli entrano i mariuoli… –
– Tranquillo Maestro, ho fatto coprire il buco con delle rocce a quei due cornutoni là dietro.
– Buon, allor quel che devi far è semplic, vai a Roma e poi aspett che succed quelcos, capit?
– Ma… scusate, perchè devo andare a Roma? Che accade?
– Qui c’troviam d’avant ad un event di proporzion semitic… sta per aver luog, qui in italì… Il Primo Crossover di livello Euro-mmericano, saran scontri cc’ezziunal, duell decisiv, che deciderann chi, la terr salverà…
La rivelazione mi colpì violentemente, e non potei fare a meno di obbiettare: – Ma Maestro… mica c’ho i superpoteri, quelli mi rompono il culo! – Alzandosi il maestro mi mise una mano sulla spalla in segno di stima ed affetto nei miei confronti, poi proseguì, – tu hai il poter più grand di tutt, sol che ancor non lo sai. D’or in poi tu sarai il più forte supereroe del mond, da oggi tu sarai Powerfulman, l’uomo putente. – Mentre mi delucidava, si tolse la leggendaria camicia viola, che solo l’erede della potenza poteva indossare. Rimasi ammutolito quando me la consegnò, credo che in quel momento una lacrima avesse solcato il mio viso, ma non posso giurarlo. – Ora va, che mi dev ripassar ancor un po Svetlan… – nel dirlo mi fece l’occhiolino e mi congedò con una spintarella. Il tutto ora mi era chiaro, dovevo portare quei due rincoglioniti a Roma in nome della continuity supereroistica mondiale!

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