Miglior Formazione di Calcio Italiana di Sempre secondo me

Siamo ancora in tema Mondiali, rimane da giocare solo la finale tra Germania e Argentina (la mia preferenza va ai primi). Ma gli italiani sono ancora memori della bruciante eliminazione dal torneo, subìta senza neanche aver superato la fase a gironi. Diciamocelo, l’Italia di quest’anno, pur essendo una squadra mediocre, aveva le potenzialità per andare, non dico in finale, ma almeno ai quarti. Negli anni passati, l’Italia poteva contare su campioni di fama internazionale, campioni che in patria di questi tempi scarseggiano. E allora mi sono detto:

“Perchè non riunire i giocatori (a mio parere) migliori della storia del calcio nostrano, e farci un mega squadrone della morte volante? Così, per divertimento…”

E così ho fatto. Questa è la mia selezione dei migliori giocatori di tutti i tempi riuniti in un unica squadra.

Si sa, ogni grande squadra ha bisogno di un modulo e di un allenatore che ne esalti le caratteristiche. Come modulo ho scelto un pirotecnico 4-4-2

442

Modulo che trae la sua forza dalla solidità del centrocampo e della difesa, permettendo una costruzione di gioco elaborata nonchè una fase offensiva meno rischiosa e meno soggetta al contropiede (ma anche meno efficace). Insomma, il classico modulo di contenimento.

A guidare la nostra squadra in veste di allenatore, abbiamo il miglior interprete del “Catenaccio” all’italiana, nonchè uomo carismatico e dalla grande personalità. Parlo del grandissimo…

Nereo Rocco

Nereo RoccoVincitore di due Champions League e una Coppa Intercontinentale con il suo Milan negli anni ’60, Rocco era l’esempio dell’ allenatore tutto d’un pezzo, ma che sapeva essere anche amichevole e spiritoso quando voleva. Intelligente e pratico, a lui poco importava della spettacolarità del gioco. Aveva capito che l’importante era vincere, non importava come. E se i tifosi si annoiavano… fotte sega a lui che ha vinto due Champions alla facciaccia schifosa tua. A prova di ciò, vi lascio una delle migliori citazioni a lui attribuite:

A tuto quel che se movi su l’erba, daghe. Se xe ‘l balon, no importa.

“Tutto ciò che si trova nell’erba, colpiscilo. Se è il pallone, non importa”

Passiamo ora ai giocatori in campo.

Come detto, nel 4-4-2 l’attacco viene depotenziato a favore di un gioco più difensivo. Come compensare quindi questa mancanza? Semplice, con una bella Punta di Sfondamento (If you know what I mean) e un Fantasista d’eccezzione.

La nostra punta di sfondamento è una leggenda del calcio sardo (non che la Sardegna possa vantare chissà quali campioni, infatti questo quì è lombardo). Soleva partire come ala sinistra per poi accentrarsi con brevi falcate all’interno dell’area di rigore, per poi spedire, con potenza nucleare, il pallone in rete con il suo magico sinistro. Nel caso non l’abbiate capito, sto parlando del mitico Gigi Riva.

gigi rivaRombo di Tuono, così soprannominato ai tempi del Cagliari, era e rimane tuttora un simbolo del calcio italiano anni ’60-’70. Preferiva partire dalla fascia per poi accentrarsi, ma a mio modesto parere dava il meglio di se da Prima Punta. Imprendibile sullo scatto breve, non si lasciava mai andare a sboronate e giochetti insulsi, bensì prediligeva un gioco più schematico, basato su driblings secchi atti a trovare lo spazio per tirare una fucilata imprendibile. Se nella storia  del calcio c’è stato un giocatore dalla potenza di tiro pari a Mark Lenders di Holly e Benji, costui è sicuramente Gigi Riva. E’ proprio vero che il piede destro gli serviva solo per salire sul tram…

Ad affiancare questo titano (oddio, quello 180 cm era alto), occorre qualcuno più sopra le righe, qualcuno che dribli gli avversari come se non ci fosse un domani, che li frulli che neanche Maurizio Merluzzo, che li ubriachi manco fossero Barney Guble ad un October Fest, che li stupisca come Fantozzi di fronte alla figa, che li… Ok ci siamo capiti. E chi può fare tutte queste belle cosucce se non Roberto SedinhoBaggio

roberto baggioQuel codino che negli anni ’90 incantò milioni di italiani e non, portato con fierezza da colui che viene tuttora considerato uno dei maggiori talenti del calcio di sempre. Donatello, così soprannominato da Gianni Agnelli, era un vero e proprio espressionista, l’esatto opposto di Riva. Quando poteva cercava il dribling, e spesso superava gli avversari grazie al fisico longilineo e alla portentosa agilità, la quale gli permetteva di eseguire acrobazie che manco il circo di Moira Orfei. Quando prendeva palla lui erano cazzi amari, anche perchè al portentoso dribling si univa un piede fatato, con cui ha insaccato numerosi palloni da calcio piazzato. Che dire… un mito.

Passiamo ora al punto forte del nostro modulo, il Centrocampo. L’italia può vantare tra le sue fila alcuni dei migliori centrocampisti mai nati, immaginatevi che casino sceglierne solo 4. Partiamo dagli esterni. E quì ho avuto vita facile, dato che avevo delle preferenze ben precise. Come esterno sinistro ho scelto un oriundo (non preoccupatevi cari lettori razzisti, questo è l’unico della formazione), per la precisione un Italo-Argentino militante in Italia negli anni ’50-’60 (ne ho scelti parecchi degli anni sessanta, non rompete). Simbolo della Juventus dell’epoca insieme a John Charles e Giampiero Boniperti  con i quali formava il cosiddetto Trio Magico. Nel caso voi capre non lo abbiate ancora capito, sto parlando del magnifico Omar Sívori 

250px-Juventus_-_Omar_Sívori_-_Pallone_D'Oro_1961Pallone d’oro nel 1961, Sìvori è stato senza ombra di dubbio il miglior giocatore argentino mai nato dopo Alfredo Di Stéfano, venuto a mancare di recente. E quì voglio aprire una parentesi: Tutti quelli che credono che Maradona sia stato un grande giocatore (molti mentecatti pensano addirittura “Il Migliore“), devono capire che il loro panzone drogato non vale un tacchetto delle scarpe di Sìvori e Di Stéfano (tralaltro il soprannome “El pibe de oro” era stato affibbiato prima a Sìvori, e solo dopo a Maradona). Anche perchè credo che la stragrande maggioranza di voi non li avesse mai sentiti nominare prima di adesso. Non lo dico per preferenza personale, che comunque non nascondo, quanto per i numeri, le statistiche, i dati e le testimonianze. Quindi, prima di sparare illazioni su chi sia stato il Miglior Giocatore di Calcio dell’Umana Esistenza,  documentatevi per bene. Mi scuso per il piccolo sfogo, e torno a parlarvi di Sìvori. Lui, così come Riva, partiva dalla sinistra per poi accentrarsi e segnare con il suo Gran Zurdo (“Grande Mancino” altro suo soprannome). Per descriverlo oserei dire che era una fusione tra Riva e Baggio, un giocatore fenomenale, gran driblatore, velocista disarmante e balisticamente ‘ccezzionale (senza “E”), inoltre se c’era da buttarsi di fisico con avversari più grossi, lui lo faceva. Un giocatore fantascientifico.

Come esterno destro invece, abbiano un calciatore di nobili origini, da cui deriva anche il suo soprannome “Il Barone“. Ala destra militante nella Juventus degli anni ’70, dotato di un grande talento e carisma. Franco Causio

250px-Franco_CausioQuarant’ anni fa, di tutti i giocatori con i baffi che c’erano, nessuno li portava come lui, ma non siamo quì per parlare di baffi, anche se mi piacerebbe. Il Barone era un’ Ala Destra di stampo classico, possedeva doti incredibili che variavano dal dribling strettissimo alla precisione chirurgica nel tiro con entrambi i piedi. La sua azione tipo consisteva nel partire con il pallone da centrocampo e, una volta trovatosi al limite dell’area, spedire un preciso cross in direzione dei compagni. C’è da dire che spesso e volentieri Lord Causio si accentrava, ne scartava due o tre, segnava e con grande signorilità chiedeva scusa ai compagni per non aver passato. Uno con il suo carisma e i suoi baffi in squadra ci vuole sempre.

Passiamo ora agli interni di Centrocampo. E’ stata dura, ho scartato molti giocatori meritevoli e che apprezzavo, e invero questi due interni sono abbastanza “forzati” nel ruolo da me affidatogli… Ma a me che cazzo me ne fotte!? Il Blog è mio e quì comando io, ergo IO decido chi mettere nella MIA formazione nel MIO cazzo di Blog. Ovviamente commentate dicendomi VOI chi avreste messo nella formazione. Detto questo, parliamo del nostro Interno Sinistro di Centrocampo.

Nasce come attaccante negli anni ’40 (mazza che vecchiamma!) per poi arretrare il proprio gioco a centrocampo come regista. I palloni calciati dai suoi piedi erano come guidati da un radar che permetteva loro di dirigersi dove LUI voleva, a ciò si univa un innata abilità nel comando e una personalità forte e calcisticamente egoista. Che ci volete fare, Giampiero Boniperti era fatto così…

Giampiero_Boniperti_-_Juventus_Football_Club               Porca puttana però, non ho trovato UNA foto in cui tiene gli occhi aperti!

Come detto, Giampiero Boniperti nasce come attaccante, per poi arretrare il suo raggio d’azione a centrocampo, ma nonostante ciò pretende di finalizzare lui le azioni, avanzando ogni volta che ne ha l’occasione. Questo stile di gioco andava a scontrarsi con le istruzioni impartitegli dall’allenatore e spesso era oggetto di critiche da parte della stampa e degli amici. Il problema è che non sbagliava mai…

Passando al secondo interno, penso di aver scelto il giocatore più versatile della storia del calcio. Capace di ricoprire TUTTI! i ruoli che gli vengono assegnati, simbolo di un epoca e di una squadra che grazie a lui e ai suoi compagni del tempo era considerata invincibile. Il capitano del Grande Torino, Valentino Mazzola.

Valentino_mazzola“Tutto”, questa era la parola che tutti utilizzavano come risposta alla domanda “Che sapeva fare Valentino Mazzola?” Oggi, quado qualcuno pensa al Calcio Totale gli viene in mente gentaglia come Johan Cruijff, a me viene in mente lui. Driblatore, velocista, intercettatore, crossatore, tiratore, portaborracce, scaldamuscoli, bigliettaro e chi più ne ha più ne metta. Non posso farvi una descrizione seria delle sue capacità, perchè altrimenti facciamo notte, vi dico solo questo: Best Calciatore EVAH!

Bene, adesso passiamo al reparto che, almeno un tempo, era il più temuto dell’Italia, il Reparto MaternitàDifensivo. Ovviamente nel 4-4-2 hanno grande importanza i Terzini Fluidificanti. Ed è proprio da loro che cominciamo.

Come Terzino Sinistro ho deciso di inserire l’ennesimo giocatore anni ’60 di questa rocambolesca formazione. Una leggenda dell’Inter, anche per questo l’ho inserito a malincuore, vale a dire Giacinto Facchetti

250px-Giacinto_facchetti_nazionaleDa bambino, i genitori di Giacinto lo facevano correre appresso dai Rottweiler tutte le mattine all’alba sino alla mezzanotte. Per consolarlo, Ugo Foscolo, amico di famiglia, gli dedicherà una delle sue più famose composizioni: A Giacinto. Commosso dai versi del poeta, Giacinto corse dalla natìa Treviglio sino a Milano dove venne notato dagli osservatori dell’Inter, che gli proposero di unirsi alla squadra. Giacinto, accortosi di aver superato i cani maledetti e terrorizzato all’idea di reincontrarli, accettò. Le lunghe corse di quei periodi bui gli donarono una velocità fuori dal comune, e un sesto senso che gli permetteva di percepire i pericoli delle azioni avversarie e anticiparle. Naque così, un buon terzino.

Sulla corsia di destra invece abbiamo un incontrista molto più giovane (si fa per dire) importante membro della Juventus degli anni ’70-’80, il signor Marco Tardelli

Marco_Tardelli,_JuventusQuesto giuinotto veniva schierato sia come terzino, con doti spiccatamente difensive, che come centrocampista, ma a noi ci piace terzino. Era molto abile nella marcatura, cosa che intimidiva non poco Facchetti, dato che il modo in cui braccava gli avversari, gli ricordava i cani che lo rincorrevano da giovane, e preciso nei passaggi, non osava mai driblare o fare cazzate. Insomma, il terzino ideale.

Dei centrali difensivi voglio parlare in contemporanea per due ragioni:

1) Per fare un parallelismo.

2) Mi sono rotto i coglioni di scrivere.

Questi aitanti signorini sono entrambi di scuola Milan e sono annoverati tra i più forti difensori di sempre. Si parla di Paolo Maldini e Franco Baresi.

250px-Maldini2008 250px-Franco_Baresi_-_Milan_Associazione_Calcio_1988-1989

Il primo era un giocatore preciso negli interventi, molto duttile tecnicamente e corretto, il secondo era uno stronzo che seguiva perfettamente la filosofia di Nereo Rocco. Infatti il nostro Franco Baresi aveva la malsana abitudine di collezionare le gambe degli avversari che tranciava in campo. Ma vabbeh… chi sono io per giudicare gli hobby altrui.

Ultimo, ma non meno importante, abbiamo il capitano di questa Sgangherata squadra. Parlo di uno dei più grandi portieri di tutti i tempi, leggenda della Juve e vincitore di un mondiale a quarant’anni (a’facc ro’ cazz!). Costui è ovviamente il mitologico Dino Zoff.

250px-Dinozoff                                                                    MARONNE!

Capitano della Giuve e dell’Italia per un fottìo di tempo, questo anziolitico portiere, soleva volare da un palo all’altro compiendo salti contrari a tutte le leggi della fisica. Parava rigori (così, tanto per dire).

Bene, questa era la mia formazione, ora ditemi la vostra, su su…

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